Loghi terribili

Loghi terribili

E’ un tramonto!!! Con una pagoda..

Trovato stamane in rete, grazie a una segnalazione della sempre pregevole Michela Murgia, devo ammettere che mi ha fortemente migliorato la giornata.
Trovo interessante che a cadere sull’uccello (cit.) siano per lo più i creativi angolosassoni.

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Lino Tagliapietra: Prometeo e il vetro

Ponte dei Sospiri

Sui ponti e nelle calli di Venezia i passi suonano in modo diverso: è quell’unione di laguna, muri, umido e splendore che trasforma i movimenti in eco sincopate che rimbalzano lungo le facciate dei palazzi.
Immaginiamocelo così, come fosse successo secoli prima, il ragazzino cresciuto che fugge, inseguito dagli uomini del Doge, portando nel mondo, stretto al cuore, il segreto del vetro di Murano: perchè ci piace immaginarlo come l’eroe piccolo e pervicace di un’avventura, figlio di una laguna che gli eroi li allinea nel silenzio, nella riflessione e in quelle qualità civili che han reso grande – e serena – la serenissima.
Invece succede solo oggi, nel nostro oggi impoverito di grandi sentimenti e di passioni, che Lino Tagliapietra entra bambino in una vetreria, per imparare il mestiere che attraverso il fuoco e l’abilità e la passione fa nascere la perfezione evanescente, fragile ed eterna dei vetri muranesi.
Aveva appena 11 anni, nel 1945, quando entra in vetreria: a pensarlo adesso è inimmaginabile un’infanzia legata ai riti e ai ritmi di quel mestiere difficile e faticoso,  e diventa uno degli apprendisti del maestro, di Archimede Seguso.
10 anni dopo, giovanissimo, Lino Tagliapietra conquista il titolo di maestro vetraio, lavorando poi per Venini, per La Murrina, per le grandi imprese artigiane del vetro muranese.

Racconta una leggenda che forse è verità che nei secoli andati fosse proibito portar fuori dall’isola di Murano il segreto della lavorazione del vetro soffiato: per quello ci piace immaginare il maestro Tagliapietra che vola correndo tra calli e campielli inseguito dagli sgherri del Doge.
La verità è la sua partecipazione ai corsi della Scuola Internazionale del Vetro di Murano, dove negli anni ’70 si forma quell’unione tra mastri vetrai e designer che darà vita alla grande stagione del design del vetro, e qui Tagliapietra incontra e si confronta con il grande designer danese A.D. Copier.

Ed è così che Tagliapietra lascia Venezia, portando con sè, come Prometeo, la fiamma purissima del vetro muranese, per condividerla con artisti ed allievi in tutto il mondo, infrangendo la seconda delle grandi regole di Murano per scegliere tra i suoi allievi anche le donne, cui tradizionalmente è vietata la vetreria.


Di questo figlio del design e della passione Venezia, la dolce, sonnolenta e attentissima Venezia, celebra l’attività nel 2012 con la grande mostra a Palazzo Cavalli Franchetti “Lino Tagliapietra. da Murano allo Studio Glass. Opere 1954-2011” promossa dall’istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.

Nella mostra sono esposti i pezzi più interessanti realizzati nell’ultimo decennio da Tagliapietra, comprese alcune istallazioni di spettacolare effetto, che completano la ricca sezione storica che racconta la vita, la passione e la maestria di Lino Tagliapietra fin dagli esordi.

Desidero ringraziare per questo pezzo Stefano Micelli, autore del saggio “Futuro Artigiano“e direttore di TeDIS, centro di ricerca della Venice International University ed è professore associato di E-business presso il Dipartimento di Economia e direzione aziendale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che nel corso della presentazione del suo interessantissimo volume ha brevemente tratteggiato la figura di Lino Tagliapietra, facendo quello che solo i migliori sanno fare, far scattare il desiderio di saperne di più in chi ascolta.