pathos – the game

In realtà questo non è un articolo ma piuttosto una richiesta di aiuto: sto cercando ex-giocatori e/o narratori di Pathos, un gioco di ruolo dal vivo basato sull’iper-realtà, frutto del lavoro del Prof. Luca Giuliano.

Perchè?
Inanzitutto perchè un’esperimento del genere, stroncato prima dell’arrivo dei social media, è uno spreco.
E perchè la maggior parte delle informazioni sul sito del gioco non è reperibile, non so bene se per volontà degli autori o per decadimento fisico dei link.

Per cui, grazie a chi legge e segnala: vorrei dedicare a questo gioco un articolo.
E magari stimolare una ripresa, chi lo sa?

Iper realtà alla Matrix

"PATHOS è una sfida ancora più grande, un GdR “estremo” in cui i mondi possibili di ciascun narratore tendono a convivere in una creazione collettiva priva di centro, in cui ciascuno può essere personaggio e narratore nello stesso tempo. Nessuno, oggi, a tre anni dall’inizio di questa esperienza, può dirsi con certezza creatore di un gioco che si chiama PATHOS. Sono i giocatori che lo hanno autoprodotto partecipando ad esso.  PATHOS non sarebbe stato possibile senza lo sviluppo di Internet. La creazione “distribuita” della narrazione è avvenuta in forma orale negli incontri dal vivo e nelle numerose telefonate tra i personaggi; in forma scritta nella produzione dei racconti (teofanie) e nello scambio di messaggi e-mail; in forma di scrittura elettronica sincrona nelle comunicazioni via chat e anche in forma visuale e grafica come quella che avete tra le mani in questo momento. PATHOS è un mondo complesso assai prossimo al mondo reale, sempre più reale nella densità delle comunicazioni che da esso traggono origine. 

Luca Giuliano
Presidente di Pathos - Associazione di letteratura interattiva

(dalla Prefazione a Pathos - comic book di Iacopo Venni, disegni di Marco Arzilli, copertina di Luca Granchi, CSC Firenze, 2000)

Geova non ama le classi miste

Se ve lo siete perso, leggete l’ottimo articolo di Scott Pilgrim sul filmato che sta impazzando sulla rete dal titolo promettente “Non disobbedire a Geova“, che ha dato la stura a un lungo ragionamento nel nostro gruppo, relativo alla semantica della comunicazione religiosa? Alla strutturazione del sistema di condivisione bottom-up multimediale? Ai multilinguaggi dell’apprendimento?
Ovviamente no: la discussione si è dottamente articolata intorno all’utilità di un personaggio biclasse e quali potevano essere le combinazioni più utili ai fini della performance a D&D (rigorosamente 3.5), partendo dall’assunto che i TdG ovviamente non ne sanno una ceppa, perchè un mago guerriero non si può vedere.

gatto famiglio: tutti i giocatori di D&d sono gattari.

Il tuo gruppo è solitamente composto così:
– il tuo amato bene: i giocatori di D&d si accoppiano esclusivamente tra loro, e normalmente smettono di giocare quando raggiungono la classe di prestigio “genitore ansioso“, per riprendere quando sono a livello epico “ceditore di vettura”;

– la coppia di amici: coppia solida ed inossidabile, composta a scelta da un lui e una lei, due lei, due lui. L’importante è la loro totale indissolubilità, perchè altrimenti il gruppo va a ramengo;

– l’amico single: qualsiasi sia la sua inclinazione, è maschio ed è single. Il suo TSV * in presenza di oggetti erotici, è pieno di malus. Tantissimi.

– tu, che ti senti brava perchè ci giochi da quando Tutankhamon portava il pannolone.

Eppure D&d continua ad essere un recinto maschile: lo vedi quando con aria vaga, sfogliando il manuale, butti là un “potrei farmi un barbaro”; alzi gli occhi e noti che l’amico single e l’amato bene hanno negli occhi Red Sonja , tu avevi in mente Conan.

Red Sonja

Ci girano intorno, traccheggiano, fanno lo gnorri, ma alla fine gratta il giocatore e vien fuori il maschietto, quello che ha già in mente il party e i ruoli, per cui sai già che sospirano e con pazienza (maschile) e gentilezza (maschile) ti spiegano perchè non puoi fare il barbaro ursino. Neanche il mago, troppi incantesimi da gestirti, il problema del famiglio, la CA bassa, insomma lo sai anche tu che fino all’ottavo livello il Mago è una rogna (beccati questo Invasata). Il Guerriero? Beh, ma ti diverti a giocare solo di attacco poderoso ? E’ un problema di interpretazione, ti spiegano, guardandoti come se tu fossi una delicata english rose e non la stessa persona che ha spinto la loro vettura con la batteria scarica per farla ripartire, non hai il mood per il guerriero.
Ok, allora proponi un ladro.
Il ladro lo fa Giangiovanni:
Ah ok si giusto: come Giangiovanni non abbia problemi di interpretazione con il ladro visto che è cubico e ha la destrezza di una foca monaca non è problema da dibattere in pubblico, perchè i giocatori di D&d hanno anche la delicata sensibilità di una pulsatilla. Qualsiasi cosa sia una pulsatilla.
Druido è escluso: amatobene ti guarda con la scintilla del mago nello sguardo, quella scintilla che ti dice che accettare nel party un caster più performante del suo potrebbe rappresentare un problema diplomatico.
La stessa scintilla che ti fa pensare impietosamente che un fumble potrebbe capitarti quando è vicino a te e se il destino esiste, il suo maledetto mago si inginocchierà non per omaggiarti, ma per raccogliere i propri denti.
Stregone lo dici a voce bassa, che non ti sentano nemmeno, pensando al carisma alto che ti consentirebbe di giocarti una powertopa.
Alla fine, naturalmente, emerge quello che sarai: lo sapevi da sempre, ma è sempre bello ripeterlo.

Tu fai la chierica.
Non di Sune.
Tyr, Illmater, al massimo Helm.

Che è la stessa cosa di quando giocavi a Wow e ti divertivi come una bestia a fare dps ma ti han costretto a respeccare healer.
Le donne curano.
Trovo straordinario che il Concilio Vaticano e i giochi di ruolo abbiano la stessa visione della figura femminile.
Come se il papa fosse il boss finale, che ha senso pensandoci bene.

Ed ecco la scheda media di una chierica, costruita non da te, ma da amatobene che possiede e custodisce qualsiasi manuale sia uscito nell’universo mondo negli ultimi 50 anni, compresa una versione del Manuale del Perfetto sacerdote uscita per il mercato armeno e mai tradotta.
La tua chierica ha la grazia di movimento di un autobus sulla Casilina (che ti serve destrezza, hai il dominio Guerra e puoi portare la full plate), la forza di un muratore bergamasco, l’intuito di un criceto, e la bellezza di un muretto.
E’ Rosy Bindi da giovane: diciamolo, un cesso, ma molto saggia.

Perchè sei una chierica di Tyr?
Ma è ovvio ragazzi: qualsiasi altra divinità ti consentirebbe di fingere di esserti spezzata un’unghia mentre amatobene e i suoi sodali agonizzano tra le fauci di un remorhaz.

remorhaz: cara bestiola !!