Feudalesimo e Libertà: dai demotivational al gramelot

Lanciato su Facebook il 23 dicembre, il “Gruppo per il ripristino dei diritti feudali in Italia e in Europa.” Feudalesimo e Libertà raggiunge nell’arco di appena due mesi 107.102 seguaci, apre uno shop per le sue demenziali magliette su Blomming e soprattutto raccoglie quasi 89.000 rilanci attraverso il social network, attraverso un connubio perfettamente riuscito ed equilibrato tra l’uso dei demotivational tanto popolare sulla rete con la riscorperta di un linguaggio satirico affine al gramelot e allo pesudo latino, offrendo chicche di rara grazia e divertimento.

Sempre sul pezzo, attenti alla notizia – che sia di costume o di politica – i ragazzi (perchè dobbiamo supporre che la verve ironica, il gusto dello sberleffo e la conoscenza di base di un latino che viene rivoltato per trasformarsi in divertimento non possano non appartenere al mondo dei giovani) hanno conquistato un posto nel cuore degli utilizzatori di Internet con immagini e testi divertenti.

Uno dei poster di Fel

Uno dei poster di Fel

In realtà la loro operazione affonda le radici – ne siano o meno consapevoli – più che nella moda del demotivational, nella grande corrente satirica del’uso di un linguaggio “diverso” che caratterizzato dal ribaltamento semantico – l’attore o lo scrittore si esprime in una lingua inesistente attraverso suoni affini alla lingua che intende parodiare – crea un linguaggio dall’impatto iperbolico affascinante.

Che questa operazione sia condotta nella rete, e attraverso i social network, segna un nuovo punto di arrivo nella percezione del testo come fatto a sè, e la larghissima fetta di pubblico che è stata coinvolta testimonia di un’attenzione culturale al fenomeno linguistico che viene dal retroterra di studi ed esperienze di un pubblico vasto, diversificato, stratificato. Far atterrare, parodiandolo, il latino su Facebook, fare della storia medioevale il tramite per commentare e condividere il proprio pensiero circa i fatti di oggi è di fatto una operazione di marketing sociale che porta il tocco della genialità.

Chapeau.

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Silvio Berlusconi perderà le elezioni: è esteticamente scorretto

In un momento storico nel quale il senso estetico è fortemente informato di minimalismo, e del mai troppo celebrato “less is more”, e in un paese nel quale probabilmente molti parlano di politica senza davvero capirla (personalmente non la capisco molto), credo che Silvio perderà per motivi squisitamente estetici.
Che poi, a ben pensarci, è un divertente contrappasso per uno che misura il cervello femminile sulla base della coppa del reggiseno.

1: Dal superomismo alla pompa per biciclette
Eh si, quanto c’è di tristemente antiestetico in qualcuno che s’abbassa le mutande per darsi al lavoro su un apparecchio che glielo fa alzare? Alla visione di un affascinante tombeur de femmes ricco e pieno di charme si sostituisce tristemente lo zio Pierugo che parla della sua prostata alla cena di Natale.
Il popolo italiano, composto anche di eroici bagnini che ogni estate si sacrificano dando amore e calore latino alle turiste scandinave, può votare uno che non gli si alza? Naaa

2: dal riporto a Photoshop
Verissimo: grazie alla suite Adobe, ognuno può postare su Facebook foto accuratamente ritoccate nel quale è decisamente più magro, meno rugoso, con più capelli e con denti più bianchi. Il risultato finale è che tutti sanno che quel che vien pubblicato non è la realtà, ma la fantarealtà di Photoshop. Quando a questo si somma, davanti a sexy rasature come quelle di Zingaretti, il triste riporto fatto con l’aerografo, e beh.. l’italiano non vede in TV Cesare Ragazzi da una vita, e molti la pelata la ostentano con grazia.

3: il doppiopetto Caraceni
Stay hungry, stay foolish diceva un signore che di business se ne intende, e che non s’è mai visto ingessato in un completo; esattamente come non si ingessa il non troppo simpatico e non troppo condivisibile Marchionne. Vedere questo triste settantacinquenne strizzato in orrendi doppiopetti sotto i quali si indovina, visto il rigonfio, la presenza avvilente di un busto serrapancia contraddice il senso estetico del popolo che si mette in fila per veder il David. Non solo brutto, ma anche cadente.

4: Ingegneria estetica
Ormai tanto tirato da avere gli occhietti di un cinese (e diciamolo, a causa della crisi e della de-localizzazione i cinesi agli italiani un po’ sulle balle gli stanno) e avere le orecchie ormai spostate tanto indietro da assumere l’aspetto inquietante di un klingon, il Silvio potrebbe aderire al movimento difesa consumatori facendo causa al suo chirurgo estetico. Ma uno che rifiuta sè stesso per primo, come pensa di esser accettato?

5: Troppa figa
Le donne del Berlusca non sono sexy. Gran fighe, questo si, ma sexy, che significa intrigante, intelligente, ironica, garbata..beh, a partire dalla Santanchè (anche lei iscritta al gruppo che deve far causa al chirurgo) per finire con l’elegante Minetti, nessuno vota un uomo che gira con donne che non presenteresti a un tuo amico.

Scorrendo le immagini di questi anni, nei quali il nostro s’è allegramente fatto i cazzi suoi perchè i ristoranti erano pieni, abbiamo una serie di immagini degne di quell’album di famiglia che non si fa vedere in giro perchè ci si vergogna: a partire dalla bandana per arrivare al raccapricciante colbacco con il quale s’è fatto vedere con l’elegante amico Putin.
Ma come si fa a votare uno che si veste, si trucca (sic) e si muove così?
Non è esteticamente corretto.